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Incontro di gennaio 2023

Metà aprile 1945. A pochi giorni dalla fine della Seconda guerra mondiale un uomo scompare in circostanze misteriose sulla frontiera tra Italia e Svizzera: un delitto raccapricciante tramato da perfidi impostori o un tragico episodio degli scontri tra partigiani e nazifascisti? Gli inquirenti si attivano, una coppia di sposi viene accusata d’omicidio e di truffa, la stampa informa l’opinione pubblica. Ma, quando le giustizie dei due Paesi si pronunciano, i verdetti finali discordano. Chi sono i veri colpevoli? E perché la verità dei fatti non coincide con quella consegnata alla storia?
Seguendo passo passo le deduzioni di investigatori che non si accontentano facilmente, dodici lettori scandagliano un momento cruciale del nostro passato, riaprono un caso sepolto nell’oblio e scoprono che a volte la nuda realtà supera la più fervida fantasia. Perché la verità, a differenza della finzione, può anche essere inverosimile.
Un giallo, nelle sue varianti del noir e del legal thriller, dai risvolti storici, filosofici e morali con, sullo sfondo, un paesaggio incantevole a far da contrasto all’orrore della caccia all’uomo nei montuosi e impervi territori limitrofi della Valtellina.
Un’incredibile storia vera che esigeva d’essere raccontata.

 

Incontro di novembre

Marilù Oliva, “L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre”, ed. Solferino

Il titolo dice già tutto.

 

Margaret Atwood, “Il canto di Penelope”, ed. Ponte alle Grazie

Della Atwood si conosce il primo romanzo “Il racconto dell’ancella” del 1985. In questo suo nuovo lavoro un’analisi del personaggio di Penelope, dell’Odissera raccontata dal suo punto di vista.

 

Peter Stamm, “Andarsene”, ed. Casagrande

Lasciare la propria casa, la famiglia, il lavoro. E scomparire. Cosa spinge una persona ad andarsene? E cosa significa, per chi resta, convivere con un’assenza? Nel suo nuovo, enigmatico romanzo, Peter Stamm scandaglia l’umano desiderio di fuggire.

Antonio Manzini, “La mala erba”, Ed. Sellerio

Un romanzo sul desiderio di distruzione di due uomini prepotenti, sulla vendetta che non ripristina giustizia, sul ciclo inesorabile e ripetitivo dell’oppressione di una provincia emarginata che non è altro che l’immensa, isolata provincia in cui tutti viviamo.

Annie Ernaux, “La donna gelata”, ed. L’orma

Vincitrice del Nobel per la letteratura 2022. L’educazione sociale, sentimentale e sessuale di una donna dalla provincia francese degli anni Quaranta alla temperie di liberazione degli anni Settanta.
Le scoperte e i tabù dell’infanzia, gli ardori e i conformismi dell’adolescenza, gli anni trepidi e indipendenti dell’università, ingolfati di amori e di scelte, finché i mille bivi della giovinezza non convergono in un’unica via dalla forza di attrazione quasi irresistibile: il matrimonio, la fondazione di una famiglia. E qui lo squilibrio di ruoli e mansioni tra moglie e marito, tra madre e padre condanna l’autrice alla glaciazione dell’interiorità e del desiderio.

 

Martedì 18 ci siamo ritrovate per l’incontro del mese di ottobre. La volta precedente si era parlato del bel libro “Il dono di Antonia” di Alessandra Sarchi, che abbiamo proposto come libro del mese da leggere e commentare tutti insieme. Dato che alcune partecipanti lo stanno ancora leggendo, o non l’hanno ancora potuto acquistare, si è deciso di spostare l’eventuale discussione al mese di novembre.

Nel frattempo sono stati proposti altri due libri della stessa scrittrice, molto brava; il primo, “La notte ha la mia voce”, è autobiografico, e racconta il recupero della propria esistenza dopo l’incidente avuto che l’ha resa paraplegica. Diviso idealmente in tre parti, analizza con grande profondità ed emozione dapprima ciò che è venuto a mancare (la terra sotto i piedi), poi il confronto con un’altra persona sposta l’ottica su ciò che ancora c’è e la scoperta di cosa si possa ancora fare con il proprio corpo.

Una raccolta di racconti invece quest’altro suo libro, “Via da qui”, storie di crepe e di traslochi sentimentali, esistenziali, fisici, di case abbandonate o a cui si sogna di ritornare, di legami che il tempo inevitabilmente ha reciso o allentato, dove l’unica ancora che resta è la misericordia verso di sé o la forza dell’amicizia.

Nata a Zurigo da madre zingara di ceppo Jenisch, e vittima come altri figli del popolo nomade dell’iniziativa di sedentarizzazione forzata del popolo zingaro organizzata dall’Opera di soccorso per i bambini di strada (Pro-Juventute), Mariella Mehr riversa in queste pagine la sua vicenda autobiografica. Senza nome e senza parola, all’inizio una voragine priva di contorni perché priva di storia, Labambina adottata in un villaggio anch’esso senza nome, è il centro durissimo, il nucleo di pietra di questo romanzo. Col procedere della scrittura, le figure piatte del romanzo, urtate dalla presenza inquietante della bambina, prendono puntualmente vita, proiettate nella dimensione lineare del tempo riacquisiscono una storia e così la scena man mano si anima in un intricato groviglio di ambizioni mancate, promesse non mantenute, speranze tradite.

Ultimo, ma già presentato nel 2017/18, “La chiave nel latte” di Alexandre Hmine, viene riproposto in quanto ci sarà una presentazione a Manno, presso Casa Porta, mercoledì 26 ottobre alle 20.30. Dialogherà con l’autore Mila Contestabile.

Anche questa è autobiografia, e sarà interessante ascoltare dalla viva voce dell’autore, ora docente di letteratura al Liceo 1 di Lugano, come e perché ha scelto questa forma di scrittura così particolare.

 

Ripresa autunnale

Nell’incontro di settembre, riprendendo i nostri appuntamenti mensili, abbiamo parlato di alcuni libri già presentati e altri nuovi. Nello specifico di:

Guzel’ Jachina, I figli del Volga, ed. Salani

Di questa autrice era già stato presentato Zuleika apre gli occhi, un bellissimo racconto sulla storia della nascita dei Gulag e storia russa del passato. Anche questo romanzo parla della Russia, in un periodo successivo , con una colonia di immigrati tedeschi.

 

 

 

Eskol Nevo, Tre piani, ed. Neri Pozza

Da questo libro è stato tratto il film omonimo di Nanni Moretti, e per questo ne abbiamo riparlato qui. Sicuramente un bel libro, interessante la costruzione del romanzo: una casa di tre piani, ogni appartamento una storia raccontata in modo differente. Da leggere sicuramente.

 

 

 

Javier Marìas, Tomàs Nevinson, ed. Einaudi

Lo scrittore è scomparso nei giorni scorsi, e per questo ne abbiamo riparlato, ma anche perché chi di noi ha letto il precedente Berta Isla sicuramente avrà piacere di leggere questa sorta di continuazione. Scrittore abile come pochi ad entrare nei sentimenti dei suoi personaggi e a suscitare domande etiche e morali nei lettori.

 

 

Giampaolo Simi, Senza dirci addio, ed. Sellerio

Di Simi abbiamo già letto “I giorni del giudizio” e quindi ritroveremo alcuni personaggi. Sempre gradevole, con un sottofondo giallo che non guasta a chi ama il genere.

 

 

 

Jesmyn Ward, Sotto la falce, un memoir, ed. NN

L’autrice racconta la storia della sua comunità, della sua famiglia e della sua vita. Parla di razzismo, diseguaglianze sociali, dipendenza e, soprattutto di lutto e della difficoltà di lasciar andare chi non c’è più.

 

 

Alessandra Sarchi, Il dono di Antonia, ed. Einaudi

Un magnifico romanzo su quel potere enorme che è dare la vita. Un potere cosí spaventoso, che dei nostri figli abbiamo sempre anche paura.

Proposto come libro del mese.

 

 

 

Infine, presentato da una lettrice, Ghiacciofuoco di Laura Pariani e Nicola Lecca.

Nicola Lecca vive in Scandinavia: ama il silenzio asettico di quei paesaggi, la calma polare del buio perenne, la timidezza infinita delle persone. Laura, invece – che abita in Argentina – preferisce i colori accesi dei mercati sudamericani, il caos felice delle capitali andine, la passionalità del Tango e quella delle menti. Nascono così sette figure di donna (la moglie, la vecchia, la prostituta…), sette storie che saranno raccontate due volte. Un progetto assolutamente originale nel nostro panorama letterario, che vede uniti due tra i migliori scrittori italiani della nuova generazione.

Marzo

Marzo 2022

Nell’incontro di marzo abbiamo discusso del libro di Maurizio Maggiani, L’eterna gioventù, che tutte noi abbiamo letto in questi mesi. Siamo tutte d’accordo nel definire la scrittura di Maggiani complessa, elaborata, non di facile comprensione. Molto ricca e ricercata certamente, e densa anche di riferimenti storici e personaggi realmente esistiti. Un libro non facile ma che è valsa la pena impegnarsi a leggere.

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Quale prossimo libro collettivo, da leggere per l’incontro di giugno, è stato proposto “I miei stupidi intenti” di Bernardo Zannoni (storia di una Faina)